Coltelleria Einstein
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  Scuola di Teatro: Poetica e riferimenti  

Tipicità e caratteristiche della Scuola di Teatro per Bambini   

L'obiettivo primario è la valorizzazione del bambino e del suo talento. Oggi anche la ricerca neuroscientifica conferma che ogni bambino, alla nascita, è già dotato, è già competente. Pertanto la questione non è come educarlo, o come "insegnare il teatro", bensì come scoprire, e portarlo a scoprire, i suoi "tesori nascosti": creatività, curiosità, empatia, fiducia in sé, collaborazione.

Il teatro è osservazione, imitazione, ricerca, ascolto, fiducia. Queste caratteristiche si compenetrano e insieme a un pizzico di sana follia, sono alla base di ogni esercizio, di ogni gioco teatrale, di ogni improvvisazione effettuate nella scuola di teatro.

 Non c'è un aspetto valutativo. Non ci sono diplomi né promossi o bocciati. A teatro si va per fare un'esperienza, creativa e divertente, e non per vedere incasellati in una pagella dei risultati scolastici.

Il lavoro è principalmente di tipo corale. Facendo esercizi sul palcoscenico tutti insieme si raggiungono più obiettivi: il massimo divertimento comune e la percezione che non si è soli, che lo spazio scenico è da condividere con i compagni. Il lavoro corale aiuta i più timidi a inserirsi nel gioco teatrale senza sentirsi subito "osservati".

La quasi totalità dei giochi teatrali affrontati a scuola sono di tipo "non-competitivo", cioè giochi in cui non si vince né si perde. Anzi, più precisamente, i giochi sono di tipo win-win: più i miei compagni giocano bene, più gioco meglio anche io, e l'improvvisazione o l'esercizio risulta più divertente e riuscito.

A teatro si usa il corpo, la voce, la musica. Si "gioca" lo spazio e lo si trasforma, si inventano situazioni teatrali, si disegnano bozzetti di scenografie o personaggi. Si colorano magliette e si potrebbe anche costruire fisicamente la scenografia. Si scrive, insieme all'animatore, il testo e i movimenti dello spettacolo finale.

Nella recita finale non viene preso in considerazione l'aspetto del "protagonista": non c'è un ruolo più importante degli altri, il ruolo che viene assegnato al bambino è quello giusto per lui e per il gruppo, o almeno in quella direzione si lavora.

La recita finale non è obbligatoria. Sebbene sia risaputo che andare in scena superando le proprie paure abbia una importante ricaduta sull'autostima, è anche vero che ogni bambino ha i propri tempi. Sapere di non essere obbligato alla recita, a volte fonte di ansia da prestazione, può permettere al bambino di provare l'esperienza senza timori iniziali. Potrà sempre partecipare come aiuto-regista, scenografo o deejay.


Info: 347 4681769



Letture consigliate per i genitori in campo pedagogico

Jesper Juul  "Il bambino è competente" Ed. Feltrinelli

Gerald Hüther, Uli Hauser  "Ogni bambino ha un grande talento" Urra edizioni



Letture di riferimento in campo pedagogico-teatrale

Marina Savoia, Giorgio Scaramuzzino "Tutti giù dal palco" Salani ed.

Loredana Perissinotto "Animazione Teatrale. Le idee. i luoghi, i protagonisti"  Carocci Editore

"Cosa si intende per animazione teatrale"  da Wikipedia

Roberto Frabetti "200 e uno... giochi, esercizi e riflessioni per un laboratorio teatrale" Pendragon Ed.
 


Qualcosina in più sull'animatore

Pier Paolo Casanova nasce ad Alessandria nel 1971 e passa un'infanzia felice perché andava a giocare ai giardini pubblici tutti i pomeriggi, quelli che oggi sono infestati dai tossici, davanti alla stazione. Assiste all'operazione di restyling dei giardini, intorno al 1981, con-causa della sparizione dei bambini dal parco. L'altro ricordo brutto è il vigile che ci impediva di giocare e un giorno voleva bucarci il pallone. Nel complesso, dieci anni di gioia. Si mette il primo seme nella testa: bambini = gioco, felicità. Mandare via i bambini = tossici.
Passa il tempo e arrivano gli anni '90, quando Pier Paolo scopre il Teatro Comunale di Alessandria e la sua scuola di recitazione. Si iscrive e trova un mondo che lo attira. Tra l'altro, il Teatro Comunale è attiguo ai giardini di cui parlavamo prima e attualmente è chiuso per amianto. Quindi proprio un bel curriculum sto scrivendo.
Andiamo avanti, Pier Paolo comincia a essere chiamato Pillo ed è un soprannome che conserva tuttora. Si sposta a Bologna e studia alla scuola d'arte drammatica di Alessandra Galante Garrone, con ottimi risultati ma nessun diploma, infatti a causa di un cavillo sull'età (è già vecchio) non può proseguire gli studi. Allora si sposta a Roma per fare l'attore, senza avere fortuna. Per ironia della sorte, quando torna a casa, riesce a lavorare come attore con la compagnia Progetto URT di Juri Ferrini. Poi a un certo punto decide che non andrà più in scena, e si mette a lavorare come organizzatore della compagnia teatrale Coltelleria Einstein. Dal 2002 si dedica con gioia alla conduzione di laboratori teatrali per le scuole, e scopre una vocazione. Dal 2011 dirige la "Scuola di Teatro per Bambini". Nel tempo libero ha anche studiato all'Università, si è laureato in Scienze Politiche, ha inventato e partecipato a tanti giochi divertenti e inutili, come il campionato mondiale di Geo-Nicchia,
i tornei di Risiko e le Buffolimpiadi.