Coltelleria Einstein
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Di
Giorgio Boccassi
Donata Boggio Sola
Bruna Pellegrini

Con
Donata Boggio Sola
e l’invisibile partecipazione di
Giorgio Boccassi

Regia
Giorgio Boccassi

Scenografia
Lucio Diana

Musiche
J. S. Bach
W.A. Mozart

Pianoforte
Glenn Gould

Tecnico luci e suoni
Massimo Rigo

La ninna nanna è cantata dal soprano
Oriana Puppo
Buonanotte Martina
(sonata per sonnellino)
Dai 3 ai 7 anni

E’ sera. Stanca della giornata, Martina torna a casa per dormire. Si dovrebbero spegnere le luci e chiudere gli occhi. Ma ci sono ancora tante cose da fare...per allontanare il momento del buio.

Una volta la filastrocca della mamma la accompagnava nel sonno senza paura, ma Martina non se la ricorda più. Ora è sola e si fa compagnia con la musica suonata dalle sue dita. Da qualche parte il suo Gatto miagola impaziente.

Nella stanza del sonno le luci sono tutte accese e in ogni spazio illuminato ci sono oggetti amici. Martina "mette a dormire” gli oggetti, li accompagna nel buio. E’ il rito che compie ogni sera per allontanare il momento dell’ultima luce.

La musica del pianoforte anima la sua azione. Una alla volta le luci si spengono. Martina “mette a dormire” le parti della sua vita attiva. Chiude le finestre sul mondo esterno per aprire quelle sul mondo interiore.

Si avvicina il momento di spegnere anche l’ultima luce. Ci vuole un po’ di coraggio. Chiuderà gli occhi per vedere più in là?

Nel buio c’è ascolto e l'ascolto diventa immagine. E' il gatto che miagola, il cassetto che scricchiola, la tazzina che si muove, il cappotto che diventa fantasma o è il naso che fischia?

E’ solo il respiro che affannato si calma, riprende ritmato e profondo come l’onda del mare e sull’onda naviga la filastrocca della mamma. Con gli occhi chiusi e il buio intorno, la luce gentile della filastrocca accompagnerà Martina nel sonno.

Cercando le “buone pratiche” per accompagnare i piccoli al sonno, si crea un percorso teatrale che parte da una vivace attività e cammina verso un rarefarsi di azioni, suono e luce fino a giungere al buio e ai suoi segreti.

Lei deve raggiungere lo spazio del silenzio.
Si deve spogliare della sfarzosità del giorno,
della muscolarità delle esperienze,
della stanchezza del lavoro,
dell’eccitazione degli incontri,
per spegnere la luce,
e abbandonarsi al sonno.

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