Coltelleria Einstein
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     BABELE
Laboratorio teatrale multilingue
Bando SociAL 2018




PROGETTO BABELE

Laboratorio teatrale multilingue

Con gli studenti dfel Liceo "G.Peano" e dell'Istituto "G. Marconi" di Tortona


Drammaturgia e Regia
Donata Boggio Sola

Musiche
Raffaello Basiglio e Giacomo Zamattio

Collaborazione artistica
Giorgio Boccassi

Un’attrice e un attore percorrono la vita del Pittore Matteo Olivero, importante rappresentante del Divisionismo.
In scena pochi oggetti: un cavalletto, i costumi dei personaggi, un tavolino, un mantello.
Giorgio Boccassi veste i panni del pittore e ne interpreta i sentimenti, le vicende e ne legge le lettere alla cara madre.
Donata Boggio Sola è di volta in volta narratrice e madre.
Alcune lettere scandiscono l’azione teatrale: sono le lettere che si scambiano madre e figlio, ma anche l’epistolario fra Olivero e Pellizza da Volpedo, che è stato per un certo tempo punto di riferimento artistico per il pittore di Acceglio ed è diventato anche suo caro amico.
La personalità di Matteo Olivero è complessa e nell’azione teatrale se ne segue la peculiarità.  
Così Matteo Olivero scrive di se stesso e della propria arte:
Di carattere molto allegro, molto sensibile alle gioie e ai dolori, serio quando occorre, e chi da poco mi conosce ha quasi soggezione.
Una certa timidezza, un certo riserbo colle persone cui ho poca confidenza, facilmente farsi scambiare la mia serietà per superbia, impressione che ben presto svanisce quando si ha occasione di essere maggiormente a mio contatto.
Ho per maestro la natura; dipingo solo ciò che sento. Amo fare i quadri di grandi dimensioni, perché meglio possono spiegare ciò che sento e ciò che vedo, e nei mie paesaggi cerco sempre gli effetti di luce vibrata, di rendere i momenti poetici. Nella tecnica tendo alla scomposizione dei colori.

Nella performance teatrale si ricordano i suoi capolavori e alcune sue opere significative “’L Lunes”, “Solitudine”, “Ultime capanne”, “Autoritratto al chiaro di luna” , “Uno strambo a Venezia”, “Funerali a Casteldelfino”, “Suburbio”, “Strada al sole”, “Sole ad Ussolo” e altri. E si ricordano anche i suoi rapporti con la Francia, dove espone e dove collabora con la rivista “Tendences nouvelles”.